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Base imponibile

La base imponibile è costituita dal valore dell'immobile determinato ai sensi dell'articolo 5, commi 1, 3, 5 e 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (disciplina ICI) e dei commi 4 e 5 dell'art. 13 D.L. 201/2011.

Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento ai sensi dell'articolo 3, comma 48, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i seguenti moltiplicatori:

 

160

Per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10 

Esempio: fabbricato A/3, rendita 450,00 euro, valore imponibile = (450,00 + 5%) x 160 = 75.600,00 euro

 

140

Per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5

Es: fabbricato C/3, rendita 650,00 euro, valore imponibile = (650,00 + 5%) x 140 = 95.550,00 euro

 

80

Per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 
Per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10

Es: fabbricato A/10, rendita 2.000,00 euro, valore imponibile = (2.000,00 + 5%) x 80 = 168.000,00 euro

 

65

Per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5

Es: fabbricato D/2, rendita 11.000,00 euro, valore imponibile = (11.000,00 + 5%) x 65 = 693.000,00 euro

 

55

Per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1

Es: fabbricato C/1, rendita 1.400,00 euro, valore imponibile = (1.400,00 + 5%) x 55 = 80.850,00 euro

La rendita catastale dei propri immobili può essere verificata presso l’Agenzia del Territorio, c.so Europa 30 Verbania, ovvero collegandosi al sito Internet www.agenziaentrate.gov .

Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1 gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.

In  caso di utilizzazione edificatoria dell'area, di demolizione di  fabbricato, di interventi di recupero a norma dell'articolo 31, comma 1,  lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457, la base imponibile è costituita dal valore dell'area, la quale è considerata fabbricabile anche in deroga a quanto stabilito nell'articolo 2, senza computare il valore del  fabbricato in corso d'opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.

La base imponibile dei fabbricati è ridotta al 50 per cento per: 

  • I fabbricati dichiarati di interesse storico-artistico, muniti di decreto di riconoscimento di interesse storico-artistico;
  • I fabbricati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni. Per questa casistica si prega di leggere molto attentamente l’apposita pagina della sezione dedicata “Definizioni” ed l’art. 8 del Regolamento Comunale per l’applicazione dell’imposta municipale propria.

Il Regolamento Comunale per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria disciplina l'applicazione della riduzione all'articolo 8. Se ne riporta il testo:

1) La base imponibile è ridotta del 50% per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni.

2) L’inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente e simile), superabile non con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria (art. 3, lettere a) e b), D.P.R. 06 giugno 2001, n° 380), bensì con interventi di restauro e risanamento conservativo e/o di ristrutturazione edilizia (art. 3, lettere c) e d), D.P.R. 06 giugno 2001, n° 380). L’immobile, in ogni caso, non deve essere utilizzato, anche per usi difformi rispetto alla destinazione originaria e/o autorizzata.

3) Non possono considerarsi inagibili o inabitabili gli immobili interessati da lavori di qualsiasi tipo diretti alla conservazione, ammodernamento o miglioramento, ovvero immobili privi di utenze (gas, luce, acqua) od immobili il cui stato di degrado è correlabile al mero abbandono.

4) Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari, catastalmente autonome o anche con diversa destinazione, l’agevolazione dovrà essere applicata alle sole unità immobiliari dichiarate inagibili o inabitabili, così come definite ai commi precedenti.

5) Lo stato di inagibilità o inabitabilità deve essere accertata da parte dell’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, in alternativa, il contribuente può presentare dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/2000, corredata da idonea documentazione fotografica, contenente analitica descrizione relativa allo stato dell’immobile e motivazione delle cause di degrado, attestante lo stato di inagibilità od inabitabilità dell’immobile ed il contestuale non utilizzo; l’ufficio Tributi si riserva di sottoporre a verifica di veridicità tutte le dichiarazioni presentate anche mediante sopralluogo, che il proprietario si impegna ad autorizzare, pena la decadenza dell’eventuale beneficio. In caso di dichiarazione mendace verranno applicate tutte le penalità previste dalla legge e dai regolamenti comunali, oltre al recupero della maggiore imposta dovuta e non versata.

6) L’agevolazione si applica solo dalla data della perizia, ovvero dalla data di presentazione al Comune della dichiarazione sostitutiva nel caso ne sia accertato il diritto.

7) La cessazione della condizione d’inabitabilità o inagibilità dovranno essere dichiarate dal contribuente, attraverso dichiarazione ministeriale di cui all’art. 13 sulla base delle modalità e scadenze previste dalle disposizioni legislative o regolamentari vigenti.

8) L’omissione di uno degli adempimenti di cui al comma precedente comporterà la decadenza dal diritto ovvero il mancato riconoscimento dell’agevolazione.