Sito Ufficiale del Comune di Verbania

Salta ai contenuti
 
 

Palazzo Civico - Piazza Garibaldi, 15 - 28922
p.iva 00182910034 - tel. 0323 5421 - fax 0323 557197

COME FARE PER...
  • Cittadino
  • Impresa
 
 
 
Sei in: Home » Servizi al citt... » Frontalieri Ver... » Frontalieri, l' accordo fiscale resta al palo. Roma "frena" sul negoziato in corso per la tassazione. La delusione di Berna. Ottobre 2018  
 
Turismo Amministrazione

Frontalieri, l' accordo fiscale resta al palo. Roma "frena" sul negoziato in corso per la tassazione. La delusione di Berna. Ottobre 2018

Il ministro italiano delle finanze Giovanni Tria, avrà certo ben altri pensieri in questi giorni giorni che non l' accordo fiscale sui frontalieri con la Svizzera. Se ne sono accorti venerdì i funzionari del Dipartimento federale delle finanze (DFF) e soprattutto il ministro svizzero che comanda questo dicastero, il consigliere federale zurighese Ueli Maurer. Nel vertice bilaterale di Roma svoltosi negli uffici di Via XX Settembre, si è capito da subito che l' accordo sulla doppia imposizione fiscale che ricomprende la tassazione dei frontalieri siglata nel 2015 da Pier Carlo Padoan e dalla omologa Eveline Widmer Schulumps, non vedrà la ratifica del Parlamento italiano.
Non è un segreto che Lega e Forza Italia abbiano osteggiato questa convenzione, con tanto di incontri pubblici nelle province di Varese, Como, Lecco Sondrio, demolendo i capisaldi delle decisioni prese dal Pd che di fatto equiparano il lavoratore frontaliere ad un professionista qualunque in Italia. Molti dettagli rimanevano ancora da negoziare ma tanto è bastato alla politica di centro destra che negli anni scorsi era all' opposizione, per "agitare" i lavoratori italiani chiedendo un fronte di protesta comune, diversamente si sarebbero poi trovati a pagare una tassazione alta, riducendo i guadagni nel portafoglio.
Maurer, ai giornalisti che lo interrogavano circa i tempi della ratifica, ha risposto «Io rimarrò ministro fino al 20131 ed entro quella data ce la faremo».
Fumata nera dunque, un po' di delusione nella delegazione svizzera che, ormai il dato è pubblico, desidera arrivare alla ratifica di questo accordo non tanto per i "trascurabili" numeri sui frontalieri, quanto per l' accesso in Italia alle banche svizzere per operare sul fronte del credito. Un accesso promesso, vergato nero su bianco e che di fatto si tradurrebbe per un enorme vantaggio degli istituti di credito svizzeri ai danni di un "incerto" sistema bancario nostrano.
I frontalieri tirano un sospiro di sollievo ma i patti vanno rispettati e il rischio di tirare la corda con i pragmatici svizzeri è che si possano incrinare rapporti internazionali che la politica italiana tutta forse ignora, ma che muovono l' economia reale dei due Stati. Poi certo, la Svizzera è quella che il 25 novembre porterà in votazione federale in tutti i cantoni "La dignità degli animali da reddito agricoli (iniziativa per le vacche con le corna)". Tanta ilarità in Italia dietro a questo voto da parte di osservatori esterni, per una proposta di legge che chiede di sostenere economicamente questi animali con le loro appendici. Le corna comportano spese per il ferimento degli stessi e bisogna avere stalle più grandi. I contributi per mantenere la loro dignità, senza decornarli, ammonterebbero a 15 milioni di franchi all' anno, 190 franchi a mucca e 38 a capra. Anche questa è la Svizzera. Suscita un po' meno ilarità, piuttosto invidia, che la Confederazione da circa un decennio sia il paese più innovativo al mondo. L' Italia può sceglier se sorridere o mostrare attenzione ad uno Stato che sostiene da anni decine di migliaia di lavoratori italiani.

 

Da La Prealpina