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Canton Ticino, bocciata la legge anti-frontalieri. Febbraio 2018

Nel 2016, il 58% dei ticinesi, alle urne, aveva accolto l’iniziativa dell’Udc “Prima i Nostri”, volta ad applicare la preferenza dei ticinesi sul mercato del lavoro. Un provvedimento antifrontalieri che però, a meno di due anni di distanza, è tramontato. Significativo il titolo d’apertura della prima pagina del “Corriere del Ticino” di ieri: “Prima i Nostri al capolinea”.
 La maggioranza del Gran Consiglio ha infatti bocciato la proposta di legge che mirava ad applicare la volontà popolare. Il provvedimento non regge, infatti, sotto il profilo giuridico. Secondo la commissione speciale del Parlamento del Canton Ticino “il disegno di legge è in contrasto con il diritto superiore”.
 La competenza riguardo le leggi sugli stranieri è infatti federale e non cantonale. Sotto la lente vi erano i nuovi permessi per frontalieri (permessi G), di dimora temporanea (L) o di dimora (C). Un datore di lavoro prima di assumere un frontaliere dovrebbe dimostrare di non poter trovare, con le stesse qualifiche, un disoccupato residente o anche straniero, ma già in possesso dei permessi.
 Dure le reazioni dei promotori dell’Udc. «I colleghi hanno tradito le aspettative del popolo ticinese – scrivono i promotori in un comunicato – ha vinto il partito preso e la proposta è stata bocciata. Peccato, si è persa anche un’occasione per dare un segnale a Berna che il Ticino è giunto al limite della sopportazione per ciò che riguarda il mercato del lavoro».
 Ben diversa la posizione del Plr (Partito liberale democratico): «Il Ticino è la terza realtà culturale della Svizzera – hanno scritto i liberali democratici in un comunicato – e deve continuare a lottare per le proprie peculiarità nel rispetto delle nostre basi costituzionali. Le difficoltà esistenti nella nostra economia e nel mercato del lavoro vanno affrontate con grande energia e vigore così come si deve prestare attenzione a chi rimane al margine del mercato del lavoro. La risposta si chiama formazione senza illudere i cittadini con regole farlocche. Gli accordi bilaterali – hanno aggiunto – sono una condizione fondamentale per l’ottimo andamento della nostra economia di questi anni».
 «Facendo ciò il Parlamento ha per l’ennesima volta voltato le spalle ai ticinesi e ai cittadini che nel settembre 2016 diedero un chiaro segnale alle calde cadreghe del Palazzo delle Orsoline – ribattono i giovani Udc – Già nella storica data del febbraio di 4 anni fa con l’iniziativa Contro l’immigrazione di massa il Ticino si era mostrato nettamente contrario a un flusso migratorio incontrollato».
 La battaglia dell’Udc in materia di immigrazione e preferenza al lavoro per gli svizzeri non termina comunque qui.
 È infatti iniziata da alcune settimane la raccolta di firme su tutto il territorio elvetico per andare al voto sull’iniziativa che mira ad abolire l’accordo sulla libera circolazione delle persone.

Dal Corriere della sera